Universal Studio (650 m, M8)

Misto duro sulla ovest del Rognon du Plan, Monte Bianco

14 maggio 2016

 “C'est un privilège rare que de pouvoir encore trouver des lignes vierges dans ce magnifique DisneyLand qu'est le massif du Mont-Blanc” dice Jeff Mercier sul suo blog. Ovvero “è un privilegio raro poter ancora trovare delle linee vergini nella magnifica DisneyLand che è il massiccio del Monte Bianco”. Per poter gustare questo privilegio non sono sufficienti né il livello tecnico né l'innegabile fortuna di abitare a due passi dal colosso ghiacciato. La vera chiave del successo sta nella pazienza: la capacità di attendere il momento giusto, la condizione (propria e della montagna) giusta, il compagno giusto...

La nuova via di Jeff Mercier, aperta con Simon Chatelan una decina giorni fa, è il risultato di una paziente attesa. Jeff aveva individuato da tempo una linea di diedri, evidenziati dalle ombre serali, su una vecchia foto del Rognon du Plan. Individuato il momento giusto, durante uno dei rari anticicloni della primavera 2016, l'attivissimo alpinista francese è partito alla ricerca della sua nuova linea attraverso l'austera parete ovest del Rognon, attaccando pochi metri a destra di Fin Givré (C. Beaudoin, A. Parkin, 1991) e incrociando in alto Sylchris (S. Tavernier, C. Profit, D. Radigue, 1985). Ne risulta un itinerario elegantemente rettilineo e molto duro, specialmente nella successione di diedri della parte alta.

Ma perché chiamare una via del genere “Universal Studio”? Perché durante l'apertura, all'attacco e presso l'uscita sulla Midi-Plan, gli apritori hanno incontrato ben due troupe cinematografiche differenti intente a filmare due diversi film. Uno dei tanti paradossi del massiccio del Monte Bianco, dove è ancora possibile aprire vie nuove a pochi metri dalle classiche superfrequentate.

 

Aiguilles de Chamonix, Gruppo del Monte Bianco (Haute-Savoie, Francia)

Rognon du Plan 3601 m – parete ovest

Universal Studio

Jeff Mercier, Simon Chatelan, 5 maggio 2016

650 m. M8

 

Materiale: singola corda da 55 m, serie completa di friend (dalla misura 000 alla 4 BD, doppie dalla 0,1 alla 2) 1 chiodo da ghiaccio.

 

Accesso: da Chamonix prendere la funivia dell’Aiguille du Midi e scendere alla stazione intermedia del Plan de l’Aiguille. Raggiungere il Glacier des Pélerins e risalirne la morena destra or. fino alla fine. Lungo il ghiacciaio superare la base del Peigne e dell’Aiguille des Pélerins puntando alle ripide pendici della parete ovest del Rognon du Plan. È possibile trovare una traccia che si dirige agli attacchi di Fil à Plomb e della Goulotte du Col du Plan. Lasciarla a destra e salire all'attacco di Fin Givré. La nuova via parte appena a destra.

 

Descrizione:

L1: corto passaggio su misto, canale, poi rampa a destra (80° su 10 m). M4, 55 m;

L2: proseguire su un plaquage misto. Aggirare a sinistra un piccolo tetto (delicato) e uscire su 10 m di ghiaccio poco ripido. M6+, 40 m;

L3: seguire un diedro di 15 m quindi, a livello del primo punto di riposo, andare a destra per raggiungere delle placche fessurate e il successivo pendio nevoso. M5, 55 m;

L4: continuare in conserva, aggirando a sinistra una placca compatta, fino a trovare una goulotte obliqua da sinistra a destra che conduce in un grande pendio nevoso. Risalirlo e incrociare la via Sylchris. Seguirla per 30 m fino ad individuare un laminoir a 30 m da terra.

L5: alzarsi per dei plaquages ripidi ed esposti fino a raggiungere il laminoir. Superatolo andare a destra, su misto, altri 15 m. M7+, 50 m;

L6: continuare dritti fino a una piccola cengia, quindi scalare un diedro e raggiungere una enorme scaglia staccata a forma di pinna di squalo. M7, 50 m;

L7: aggirare a destra la pinna, quindi seguire la scaglia tornando a sinistra. Alla sua estremità ci si trova quasi sulla verticale della sosta precedente. Affrontare una fessura fine di 8 m, molto ripida, che offre dei buoni incastri di lame (chiodo in alto). Alla fine delle difficoltà traversare a sinistra seguendo una fessura orizzontale. Individuare la successiva, sottile fessura sempre orizzontale che parte verso sinistra. Fare sosta all'inizio di questa fessura. M7, 40 m;

L8: traversare a sinistra grazie alla fessurina, M6 e artificiale facile su friend, oppure 6a+ (meglio avere triple misure BD 2 e 3), 40 m;

L9: seguire un diedro inclinato a destra (sostenuto), poi una lingua di ghiaccio, poi di nuovo un diedro sostenuto. Sostare su friend grosso (BD 4). M7, 40 m;

L10: traversare 5 m a sinistra, quindi salire dritti (attenzione agli attriti) e prendere un canalino che esce su un pendio nevoso. Attraversare il pendio orizzontalmente fino alla base del grande diedro finale. M6, 35 m;

L11: diedro, M6+ atletico, 35 m;

L12: diedro, sostenuto alla fine, sosta su buon gradino. M8, 40 m;

L13: dritti per blocchi, quindi neve fino a uscire sulla cresta Midi-Plan. M6, 55 m.

 

Discesa: lungo l’itinerario classico della cresta Midi-Plan (AD) fino alla funivia dell’Aiguille du Midi (prevedere dei tratti in salita).

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