Gripped, il nuovo climbing movie che fa sorridere (ma anche no)

Dall'apparente assurdità all'arrampicata che sarà

23 gennaio 2018

Ussignur… se con una parola si dovesse riassumere il climbing movie di prossima uscita, Gripped, ecco probabilmente quale sarebbe, almeno dopo aver visto il trailer. La Oceanic Productions ha infatti realizzato questo film che racconta di due scalatori, la bella Rose di Los Angeles e il cane sciolto Bret, alle prese con il Pilastro Assassino, the Killer Pillar, una via sulla Sierra Nevada che metterà a dura prova le loro capacità scalatorie.

Dopo essersi conosciuti sotto un sasso mentre facevano boulder infatti, i due decidono di sfidare la sorte e avventurarsi lungo queste impossibili pareti (a mani nude…). Ovviamente le vicende che seguono sono le più scontate possibili: lui vola e prende una capocciata (il caschetto...), quindi invece che chiamare i soccorsi (niente campo?), i due decidono di proseguire altrimenti muiono (ma perché scusa?) quindi lei vola e prende una capocciata a sua volta (il caschetto! E due…). E pur non conoscendo la fine, qualcosa ci fa pensare che arriveranno in vetta sani e salvi. Ripresa a volo d’uccello al tramonto, musica orchestrale, baci e abbracci e titoli di coda.

Raccontata così forse non è il massimo e vedendo il trailer si penserà che si possono tranquillamente risparmiare i soldi del biglietto (ammesso che arriverà in Italia). Ora, fermo restando che ogni maschietto parerebbe volentieri Amanda Maddox e che ogni fanciulla si legherebbe volentieri in cordata col biondo Kaiwi Lyman, Gripped è solo l’ultimo di una serie di film ambientati nel mondo dell’arrampicata. Grande fu lo stupore all’uscita di Cliffhanger, nel quale lavorarono anche Ron Kauk e Wolfgang Gullich, ma già le prime immagini fanno rabbrividire l’appassionato: scalata in free solo con tanto di guantini a mezze dita e radio con cuffia e auricolare, brrrrrr..., per poi proseguire con scalate su pareti ghiacciate a mani nude, scazzottate a petto nudo, bagni nell’acqua ghiacciat  etc. Un turbine di emozioni che è poi proseguito col maestoso Vertical Limit con lanci tra una parete e l’altra, alla faccia di quelli che lo facevano e fanno sulle torri di arenaria in valle dell’Elba, e friends piazzati al volo che manco Alain Robert sulle Petronas Tower potrebbe fare meglio. Per trovare qualcosa di vagamente credibile, si deve tornare ad Assassinio sull’Eiger, con regia e interpretazione a firma Clint Eastwood o passare direttamente a La Morte Sospesa, che però è più un documentario che un film.

Cosa rimane quindi di questo film diretto da Ben Galland? Beh, forse più di quanto non si possa credere dal primo minuto e mezzo, buttandosi però alle spalle anche un pizzico di severità che nel ligio mondo del climberismo non manca. Intanto la casa di produzione Oceanic Productions ha lavorato per una serie di documentari e film di sport estremi anche con marchi come Red Bull ed Epic TV, che ultimamente hanno sfornato video adrenalinici di assoluto livello. Capocciate a parte inoltre, il regista Galland ha riprodotto scene credibili, anzi anche interessanti grazie al direttore della fotografia John Garrett, che conta collaborazioni sul set anche di film da botteghino come Hancock e Transformer 3. I due attori principali forse dicono poco ai più, impegnati principalmente in serie televisive made in USA; solo Kaiwi forse può essere riconosciuto per la serie CSI Miami.

Al netto quindi, cosa ci resta in mano? Qualcosa di non forse tecnicamente perfetto (almeno da quello che traspare dal trailer) ma che comunque ha punti di forza: si parla di boulder, si parla di scalata su roccia, ci sono vere scene di arrampicata e l’ambiente è credibile così come le riprese.

Che possano essere preparativi per altri film di maggiore “spessore”? Proviamo a vedere la cosa da un’ottica un po’ più allargata. Siamo in USA, mezzi e soldi non mancano, e le attenzioni verso il mondo verticale si stanno allargando (e non solo negli States fortunatamente). I più attenti ricorderanno che l’impresa di Kevin Jorgeson e Tommy Caldwell fu anche celebrata dal Presidente Obama che si congratulò con loro via social dopo la salita della Dawn Wall. Via che poi fu ripetuta da Adam Ondra, nome gigante dell’arrampicata che in una sola settimana circa completò una salita senza precedenti. Tra i miti di Adam c’è, un po’ come per tutti, Wolfgang Gullich e chi ha letto la sua biografia (Action Directe – Ed. VersanteSud) non può non fantasticare su un ipotetico film biografico sull’asso tedesco vista la vita pazzesca che ha avuto e, sempre legato al nome di Ondra, c’è naturalmente quello dell’amico Chris Sharma, che in patria è praticamente eroe nazionale.

Insomma, che Gripped possa essere il primo mattone per, in un prossimo futuro, vedere sul grande schermo la vita di Ondra o Sharma? Le imprese di Caldwell o la vita di Gullich? È un'ipotesi.

Rubando qualche figura all’alpinismo, se oggi si parla di Simone Moro o Reinhold Messner, appassionati e non sanno di chi si parla. Se nomini assi come, ad esempio, Jerzy Kukuczka e Hermann Buhl, sarà molto difficile che il non appassionato li conosca. Questo perché la macchina della comunicazione è riuscita a valicare i confini dei soli praticanti “entrando nelle case” un po’ di tutti.

Ora, forse stiamo scadendo nella fantascienza, ma se davvero un giorno ci sarà un vero film su Adam Ondra o Chris Sharma, quanto potranno influenzare gli scalatori di domani? Quante nuove leve nasceranno grazie anche a questa via di divulgazione? Come crescerà il nostro sport anche grazie a questi “prodotti”? Solo pochi anni fa, uno scalatore su una copertina di una rivista era impossibile da pensare; poco fa, giusto per fare un esempio recente, Stefano Ghisolfi era in copertina di una rivista “generalista” oltre che su quelle “di settore”.

L’arrampicata sta cambiando anche in questo senso. Non cadiamo nell’errore di snobbabre Gripped come è già stato riportato su altre testate solo perché non perfetto tecnicamente o volutamente esagerato per necessità cinematografiche. E sempre a proposito di testate, la prossima volta Rose e Bret che se lo mettano ‘sto caschetto!

Altre info su
www.grippedthemovie.com
www.oceanicproductions.com

Stefano Michelin

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