Dalla Polonia alla Cina, la storia di Aleksandra Przybysz

La scalatrice che sta cambiando il volto della Cina verticale

14 giugno 2018
Bionda, occhi azzurri, zigomi alti e dita da 8c+. Si presenta così la polacca Aleksandra "Ola" Przybysz, fortissima scalatrice votata 100% alla roccia che da qualche hanno sta promuovendo l’arrampicata nella remotissima Cina, paese dove vive da oltre dieci anni.

Pur presenziando alle gare di Coppa del Mondo infatti, Aleksandra ha fondato anni fa la Green Step Adventures, una società che organizza camp e formazione nel mondo outdoor, con sede proprio in Cina e da queste parti quindi si è andata a stabilire, anche perché qui non solo la roccia non manca ma tanta, tantissima, è ancora da scoprire.

La sua storia inizia nel 2007, anno in cui con un ragazzo si è trasferita a Pechino per studiare alla North China Electric Power University. Ora, cosa possa aver portato una ragazza che parlava solo russo e polacco in un posto dove a mala pena si conosce qualche parola di inglese resta un mistero ma tant’è. I primi anni infatti sono stati un disastro, impossibile anche solo dire il nome dell’università senza essere presa in giro o ignorata dai locali. La svolta è venuta da una palestra di Pechino che la Przybysz ha iniziato a frequentare e che l’ha portata a formulare il pensiero di fare qualcosa per portare la gente fuori a conoscere e apprezzare le bellezze della natura cinese, in particolare per i ragazzi più giovani.

In fondo questa era stata anche la sua storia. Verso i dieci anni infatti, seguendo degli amici esploratori vide una foto di uno scalatore a Sokoliki, in Polonia, che saliva delle pareti di granito. Fu l’illuminazione. Dovette aspettare però fino a 13 anni quando papà Marek, allevatore di api e cavalli, e mamma Gabriela, insegnante, le regalarono la prima imbragatura e un otto.

Da allora è stata una escalation di allenamenti e salite, culminati per il momento con la salita lo scorso anno di Spicy Noodles, 8c+ a Yangshou, ma in mezzo anche tante, tante aperture. Nel 2016 infatti, ha iniziato a circolare una foto su WeChat (la WhatsApp cinese) che mostrava delle torri inviolate sopra Zhagana, villaggio nella provincia di Gansu.

Immeditata la risposta di alcuni scalatori spronati ad aprire nuove vie e nel maggio del 2017, Aleksandra con He Chuan, uno dei pochi cinesi da big wall, e Garret Bradley, un fotografo americano stanziato a Pechino, si sono trovati alla base di queste pareti intenzionati a salirle. Dopo due giorni di esplorazione, i tre avevano finalmente individuato una possibile linea con un sistema di fessure ma l’arrampicata è proseguita lenta e difficoltosa, complice anche la qualità della roccia che non consentiva protezioni “a prova di bomba”. Dopo Welcome to Zhagana (5.10+ A1), Przybysz, Chuan e Bradley aveva aperto Gate to Asgard, un 5.12a di nove lunghezze e molto altro nascerà nei prossimi anni.

In precedenza la Przybysz aveva anche esplorato la valle di Shuangqiao, nel Sichuan, insieme al compagno David Hood ma da lì, senza ragione apparente, sono stati scacciati dai ranger locali. Cose che capitano nella democraticissima Cina ma che non fermeranno di certo in futuro questa coriacea polacca che sta contribuendo in maniera forte alla divulgazione di questo sport in un paese di cui talvolta non si riesce ad avere notizie certe e dettagliate. Figurarsi quindi quali meraviglie ancora nasconde.
 

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