Via Psycho

Nuova via in Vallagarina

19 maggio 2019
Walter Polidori e Alessandro Pelanda hanno aperto Psycho, una via avventurosa sul versante est della Punta Piagù (Vallagarina).

La Punta Piagù, per quanto ben visibile dal fondovalle, è immersa in un ambiente selvaggio e appartato. Sulla sua parete est si evidenziano due vaghi pilastri, uno dei quali (nominato Pilastro della Paura dai primi salitori…) definisce la linea di salita.

La Via Psycho è decisamente alpinistica e pochissimo attrezzata. La roccia è spesso mediocre, ma non mancano alcune sezioni di ottima qualità. Occorre fare attenzione a numerosi blocchi instabili e verificare le prese. Il terreno delicato, l’attrezzatura pressoché assente e l’isolamento rendono questa salita impegnativa e riservata ai più esperti amanti delle avventure da “brivido” …

Periodo consigliato: primavera e autunno.

Sul terzo tiro i primi salitori hanno rinvenuto due chiodi di passaggio e una sosta su due chiodi con cordone. Questi risalgono a un tentativo precedente, opera di Chiara Beltrame e Rafael De Miguel. La via è dedicata a loro.

 

Vallagarina (Trentino-Alto Adige, IT)
Punta Piagù (1094 m), Pilastro della paura (toponimo proposto), versante est
Psycho
Walter Polidori, Alessandro Pelanda, 20 aprile 2019
285 m ca. fino alla sommità del pilastro + circa 120 m su bosco ripido e roccette per arrivare al colletto sommitale.VI max (passi di VI, prevalentemente V/V+). R3 se si utilizzano i chiodi, altrimenti a tratti R4.

 

Materiale: classico da roccia, serie di friend (fino al n°4 BD, meglio raddoppiare le misure fino alla 3). Martello e buona scelta di chiodi. Sui tiri è rimasto un solo chiodo (più i due chiodi lasciati nel primo tentativo). Le soste sono state in gran parte smontate.

Accesso: da Avio (Vallagarina, TN) dirigersi al Castello di Sabbionara e parcheggiare alla sua base. Non salire verso il castello ma seguire una sterrata che parte all’altezza del parcheggio, si dirige verso monte e curva a sinistra (sulla curva una zona attrezzata con tavolini). Continuare fiancheggiando un vigneto, poi per un tratto ripido che conduce a un altro vigneto. Salire ancora fino a fine strada. Passare a destra sopra un muretto a secco e seguire una traccia che sale nel bosco. Incrociata una traccia orizzontale, seguirla verso sinistra (traccia a tratti poco marcata). Raggiungere un altro vigneto e fiancheggiarlo a valle di un muretto a secco. Al suo termine salire brevemente verso monte per strada sterrata. Proseguire a destra per traccia nel bosco, incontrando qualche bollo rosso. Quando questi inducono a traversare a destra, lasciare la traccia e continuare a salire verso la montagna, incontrando infine una strada forestale che corre orizzontalmente. A questo punto andare verso sinistra e portarsi alla base del grande canale che scende dalla parete. Risalire il canalone (ometto) e continuare nel bosco, a tratti ripido ma facile, fino alla base della parete. L’attacco si trova alla base di un muretto sormontato da alcuni alberelli, circa 20 m a sinistra della verticale del diedro che caratterizza la via. È probabilmente possibile attaccare il diedro più direttamente (soluzione non verificata). Circa 1,30-2 h a condizione di non commettere errori di percorso.

Relazione:

L1: salire a un terrazzino terroso alla base di un muretto. Proseguire in direzioni di alcuni alberelli e superare il muretto. Continuare su terreno delicato fino a una lista rocciosa orizzontale. Salire verso destra sopra la lista e traversare a destra sotto un piccolo tetto. Sostare su un chiodo da rinforzare. V+, passo VI, 25 m;

L2: traversare a destra sulla lista rocciosa fino al suo termine. Salire in diagonale verso destra raggiungendo un diedro. Traversare a destra per entrare in un altro diedro (chiodo di un tentativo precedente). Proseguire passando tra enormi blocchi (fare molta attenzione) fino a un alberello su cui fare sosta (da rinforzare con un chiodo). V+, passi VI, 45 m;

L3: seguire il diedro di destra fino a un chiodo che si trova poco prima della sosta su tre chiodi, due dei quali appartengono a un tentativo precedente. VI, 20 m;

L4: salire verso destra sopra la sosta, traversare a sinistra sopra un masso strapiombante e continuare per diedro con roccia ottima fino a un tetto. Aggirarlo a sinistra e proseguire in per fessura. Al suo termine traversare a destra e sostare su alberello (da rinforzare). V+, passi VI, 30 m;

L5: salire per una bella lama sopra la sosta, poi traversare a sinistra su muro con gocce. Quando diventa più difficile, salire dritti verso uno strapiombo e traversare di nuovo a sinistra fino a un muretto sotto un canale. Salirlo e continuare sul grande spigolo che costituisce la parte superiore della via. Sosta su chiodo con cordone (da rinforzare). VI, 35 m;

L6: continuare sullo spigolo, su terreno delicato e non sempre proteggibile. Sosta su albero. Sul tiro si trova un chiodo artigianale. V, passo VI, 50 m;

L7: seguire ancora lo spigolo, cercando sempre i punti migliori (per lo più a destra), fino a un piccolo pino presso il quale sostare. V+, libro di via dietro un ometto. 50m;

L8: proseguire su terreno facile fino al termine del vago spigolo. Sosta da attrezzare su albero. III, IV, 30 m;

L9: salire verso sinistra su terreno facile e terroso, con vegetazione e boschetti, fino a un breve salto con roccette. Superarlo e, di nuovo su terreno boscoso, raggiungere un secondo salto. Risalirlo e raggiungere il colletto che si trova tra le due cime della Punta Piagù (circa 120 m, II, III).

Discesa: dal colletto sulla cresta sommitale è possibile salire a destra, in breve, alla vetta vera e propria della Punta Piagù (traccia). Andando a sinistra invece si raggiunge un’altra cima con terrazza panoramica. Dal colletto scendere pochi metri sul versante opposto raggiungendo un sentiero ben marcato. Seguirlo verso destra (direzione della discesa) e, raggiunta una strada forestale che si dirige a sinistra, non seguirla ma continuare dritto per altra forestale, passando vicino ad una piccola costruzione (Bait del Paset). Continuare sulla strada forestale che passa nei pressi di una grossa fattoria (Piagù) e incrocia infine la strada asfaltata che da San Valentino scende a Avio (cartello indicatore per Piagù e sbarra). Andare a sinistra, in discesa, verso Avio. Circa 1h per raggiungere la strada asfaltata che scende ad Avio. Da lì ca. 9 km per raggiungere Avio. Nessuna copertura telefonica sulla strada e scarso passaggio di auto.

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