Invernali agli Ottomila, facciamo il punto

Progressi e difficoltà delle spedizioni a K2, Manaslu, Nanga Parbat

21 gennaio 2019
Invernali agli Ottomila: facciamo il punto della situazione su K2, Manaslu e Nanga Parbat.

Quattro spedizioni e numerose “celebrità” del mondo dell’alpinismo d’alto livello sono impegnate contemporaneamente sulle montagne più alte della Terra.

Al K2 entrambe le squadre in gioco, guidate rispettivamente da Vassily Pivtsov e Alex Txikon, sono arrivare al campo base. Il gruppo di Pivtsov è già salito al C1 e oltre. Oggi, 21 gennaio, malgrado il vento molto forte, gli alpinisti si stanno muovendo in direzione del C2. Le due spedizioni sono in ottimi rapporti ma una collaborazione durante la scalata non è scontata. Questo perché Alex Txikon non è ancora sicuro sulla scelta della via da percorrere, mentre il team di Vassily Pivtsov è già ingaggiato sullo Sperone degli Abruzzi.

Per quanto riguarda il Manaslu, la codata Simone Moro-Pemba Gyalje Sherpa ha superato il C1 ma è stata costretta a fermarsi a soli 50 m di dislivello dal C2 a causa del terreno fortemente tormentato. Simone Moro racconta: “Abbiamo passato tutta la giornata in un labirinto di crepacci e seracchi, un piccolo Icefall che ci ha richiesto tutta l’esperienza e l’astuzia per riuscire ad aprirci una via. Quando ormai tutto era finito è arrivata la brutta sorpresa: ci vorrebbero delle scalette metalliche per superare questo ultimo ostacolo, come sempre viene utilizzato durante la stagione delle spedizioni commerciali”. Attualmente sono tornati al campo base per riflettere sul da farsi, aspettando il passaggio della perturbazione prevista nelle prossime ore. Moro non esclude di trovare una via nuova che permetta un passaggio meno complicato.

Infine il Nanga Parbat, preso d’assalto da Daniele Nardi, Tom Ballard, Ullah Baig e Kareem Haya. Questa spedizione ha una forte eco sui media ed è seguita passo per passo dal programma televisivo “Le Iene”. Nei giorni scorsi Nardi e Ballard hanno fatto un tentativo sullo sperone Mummery: sono saliti fino a 6200 m, là dove Nardi era arrivato nel 2013 con Elisabeth Revol, ma non hanno trovato un buon posto da bivacco. Allora, anche a causa del vento forte e della nottataccia già trascorsa, hanno deciso di tornare al campo base dopo aver lasciato un po’ di materiale per proseguire la scalata. Ora anche questa spedizione è costretta a una pausa per via del maltempo in arrivo.

Fonti: www.russianclimb.com, www.wspinanie.pl, pagine Facebook di Daniele Nardi e Simone Moro.

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