Ghiaccio sotterraneo

Prima salita di una cascata di 280 m all'interno di una grotta in Slovenia

01 giugno 2016

Brezno pod Velbom è una grotta calcarea che si trova nel plateau del Canin (Alpi Giulie, Slovenia). Il pozzo principale di questa grotta è uno dei più profondi al mondo. A causa del caratteristico equilibrio climatico interno, le pareti della grotta sono parzialmente ricoperte di ghiaccio durante tutto l'anno, malgrado si trovino solo a 2050 m sul livello del mare. Ne risulta una cascata di 280 m, che si sviluppa dalla profondità di - 335 m a - 55 m. Una delle più lunghe cascate delle Alpi Orientali: non poteva non essere scalata! E infatti il 24 aprile Luca Vallata, Matteo Rivadossi e Andrea Tocchini, supportati da un team di speleologi, sono riusciti nell'impresa, realizzando in 6 ore una salita che hanno valutato WI6 e M5.

 

Di seguito il racconto dello speleologo e alpinista Alberto Dal Maso, uno degli organizzatori della spedizione:

 

"Una cascata di ghiaccio? All'interno di una grotta??? È da pazzi!!! Facciamola subito!"

Questa è stata, più o meno, la risposta di Luca Vallata quando gli ho presentato la mia idea. Ad essere onesti, non era esattamente la mia idea. Già Rok Stopar, uno dei principali speleologi sloveni, si era interessato a questa particolare grotta in montagna: "Brezno pod Velbom è un enorme grotta di 500 metri di profondità sull'altopiano del Canin, Alpi Giulie. Non è una grotta calcarea ordinaria, perché le rigide temperature al suo interno causano la formazione di enormi quantità di ghiaccio sulle sue pareti, per tutto l'anno". Questa descrizione è eccitante per qualsiasi ice climber, e lo è ancora di più per un gruppo di giovani alpinisti e speleologi! Impossibile rinunciare a tentare la salita!

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Questa grotta è nota fin dai primi anni '90: come mai nessuno ha tentato la scalata sul ghiaccio prima? La risposta l'abbiamo trovata durante i nostri numerosi tentativi in invernali. Avvicinamento di 6 ore nella neve profonda, cattivo tempo, condizioni delicate del ghiaccio sotterraneo: i numerosi ostacoli non devono essere sottovalutati. "Qui non si può semplicemente scegliere un partner e partire: bisogna fare un lungo lavoro di preparazione” spiega Luca Vallata. “Sono necessarie eccellenti tecniche di speleologia per fissare le corde e scendere nella caverna." In altre parole, un efficiente lavoro di squadra è fondamentale per il successo.

Dopo giorni di ispezione accurata è il momento di sfoderare le picche e affrontare la salita. 280 metri, 7 tiri, tutti tra WI5 e WI6, ad eccezione di un paio di metri di misto (M5): questo è il verdetto di Vallata, Rivadossi e Tocchini, che hanno realizzato la salita il 24 aprile 2016. "Non solo una prima salita, ma una nuova pagina nella storia dell'arrampicata” così Rok Stopar descrive con entusiasmo l'impresa Forse lui ha esagerato un po', ma una cosa è certa: nessuna cascata di ghiaccio sotterranea di queste proporzioni è mai stato scalata prima.

 

Alberto Dal Maso ringrazia tutti quelli che non ha menzionato, ma che hanno contribuito alla spedizione: il fotografo Leonardo Comelli, Sara Segantin, Matteo Bevilacqua, Andrea Cantone, Roald Bruil, Dejan Ristić, Matjaž Zetko. Un ringraziamento speciale ai nostri sostenitori Gruppo Grotte AXXXO Trieste, Scarpa, Campo Cassin e Montura.

 

La storia completa si trova qui.

 

 

 

 

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