Frane in alta montagna, segnali di pericolo

Qualche indizio e le migliori pratiche per prevenire e limitare i pericoli

02 luglio 2019
La stagione estiva è iniziata “col botto” e il pericolo delle frane in alta montagna è tornato attuale.

I lunghi periodi di canicola, con zero termico oltre la soglia dei quattromila metri, determinano il degrado del permafrost, il ghiaccio nascosto che “cementa” le montagne. In queste condizioni possono prodursi frane anche consistenti. Questi fenomeni sono più probabili nella catena del Monte Bianco e più in generale in tutti i massicci alpini caratterizzati da quote elevate. Gli eventi di frana sono improvvisi, ma esistono alcuni segnali di pericolo che è importante saper rilevare per prevenire e limitare i pericoli.

Indizi della probabile imminenza di una frana:

  • apertura progressiva o improvvisa di fessure
  • fessure sporche o con colate di sabbia e detriti
  • aumento di frequenza della caduta pietre
  • circolazione d’acqua nelle pareti con produzione di rumori sordi tipo “brontolio di stomaco”
  • colate d’acqua e affioramenti d’acqua alla base delle pareti.

Più in generale, è sempre consigliabile evitare le zone recentemente interessate da frane, le pareti che fino a pochi anni fa erano parzialmente o completamente ghiacciate, i periodi canicolari o post-canicolari.

Anche gli alpinisti devono imparare ad adattarsi al cambiamento climatico: molte vie sono in migliori condizioni in primavera, quando il permafrost è ancora freddo (esempio: la classica Cresta dei Cosmiques all’Aiguille du Midi).

Fonte: La Chamoniarde. In caso di osservazione dei fenomeni sopra elencati, si prega di segnalarli a ohm-info@chamoniarde.com.

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