Death Zone Freeride, obiettivo raggiunto: Nanga Parbat

Breve video della discesa di Cala Cimenti, Vitaly Lazo e Anton Pugovkin

08 luglio 2019
Lo scorso 3 luglio il progetto Death Zone Freeride ha superato un nuovo step: il Nanga Parbat!

I russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin, con il nostro Carlo Alberto “Cala” Cimenti, hanno raggiunto la cima e realizzato la discesa in sci. Mentre Pugovkin è sceso in parte a piedi, sulla traccia di salita, Cimenti e Lazo hanno messo gli sci a circa 8080 metri, ma non senza difficoltà: “Cala” è stato infatti bloccato a lungo poco sotto la cima a causa di un duro zoccolo di ghiaccio che si era formato sotto le solette. Dopo un «faticoso lavoro di ripulitura» l’italiano ha liberato gli sci dalle incrostazioni e, insieme al compagno, ha dato inizio a una suggestiva sciata notturna alla luce delle frontali. «Faccio una curva, poi un’altra, la neve è cartone ma non importa, è bellissima, le gambe bruciano, i polmoni sono dei mantici che non riescono più a recuperare tutto l’ossigeno necessario, ma non importa, voglio continuare a sciare, sono felice, sono dove voglio essere e sto facendo quello che volevo fare, sto sciando sul Nanga Parbat» racconta Cala Cimenti.

Più in basso i tre alpinisti si sono riuniti e hanno raggiunto a piedi il C4. Il giorno successivo il gruppo ha ripreso la discesa, questa volta tutti con gli sci fino alla fine del ghiacciaio. Solo il Muro Kinshofer, insciabile, è stato fatto a piedi.

Fonti: social network Cala Cimenti e Vitaly Lazo.

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