Khane Valley Italian Expedition 2015

Avventura esplorativa in Karakorum, di W. Polidori

05 novembre 2015

Talvolta non si considera a dovere il fatto che determinate conquiste sono il risultato non solo di grandi imprese alpinistiche ma che a monte possono esserci state talvolta spedizioni di “ricognizione”, atte ad individuare accessi, sentieri, passi o nuove cime. Nell’estate appena trascorsa, un gruppo di italiani ha esplorato la remota Khane Valley, in Karakorum, con lo scopo di tornare con tante nuove informazioni su quello che, speriamo, potrà essere meta dell’alpinismo di domani. Walter Polidori, capo spedizione della 1TO1 Challenge – Khane Valley 2015 – Italian Karakorum Expedition presenta in esclusiva il resoconto di questa affascinante avventura fuori dai canoni tradizionali e che contiamo possa essere di stimolo per gli altri alpinisti.

1TO1 CHALLENGE – KHANE VALLEY 2015 ITALIAN KARAKORUM EXPEDITION
di Walter Polidori, Capo Spedizione

La spedizione, effettuata in agosto 2015, è nata per celebrare l’anniversario dei quaranta anni dalla fondazione della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo del CAI Guido Della Torre. E’ una Scuola intersezionale, che fa capo alle sezioni del CAI di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza, Saronno, Parabiago. È stato ritenuto fondamentale, per allinearsi allo spirito tradizionale ed etico della Scuola, organizzare qualcosa che si ispirasse all’espressione massima dell’alpinismo: quello esplorativo, nella piena coscienza che questo tipo di attività è pieno di incognite.

Ecco quindi che l’idea di effettuare una spedizione in una valle quasi sconosciuta e con sole 3 cime salite, la Khane Valley, ha preso piede.

Le poche informazioni disponibili sono state ricavate dalle relazioni delle tre precedenti spedizioni effettuate in tempi recenti:

• Spedizione esplorativa bulgara 2011;
• Spedizione alpinistica bulgara 2012;
• Spedizione alpinistica USA 2012;

e dalla carta di Jerzy Wala “Karakorum Masherbrum Mountains – Tagas Group - The Khane Valley”, 2012, che non contiene curve di livello ma è utile per orientarsi tra le varie montagne della valle (Copyright 1990 by the Swiss Foundation for Alpine Research).

Obiettivo
Salire cime inviolate, fare esplorazione della valle, procurare materiale foto/video/documentativo delle località raggiunte.

Descrizione
La spedizione è stata effettuata nel mese di agosto 2015, nella Khane Valley, Baltistan, Karakorum, Pakistan. I nomi dei 5 alpinisti che hanno partecipato sono i seguenti:
• Walter Polidori, sezione CAI Legnano, Istruttore Nazionale di Alpinismo presso la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre (Capospedizione)
• Emanuele Nugara, sezione CAI Legnano, Istruttore Regionale di Alpinismo presso la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre
• Luca Monfrini, sezione CAI Castellanza, Istruttore Sezionale di Alpinismo presso la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre
• Matteo Filippini, sezione CAI Busto Arsizio, Istruttore Sezionale di Alpinismo presso la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre
• Tommaso Lamantia, sezione CAI Laveno Mombello, volontario presso il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Dopo innumerevoli problemi con i voli aerei e la condizione di strade e sentieri, a causa di una alluvione avvenuta a fine Luglio, Khane è stata raggiunta tramite la Karakorum Highway, e da lì il campo base per iniziare l’acclimatamento, l’esplorazione e l’attività alpinistica.

Posizione geografica
La Khane Valley si trova nel Nord-Est del Pakistan, in Baltistan- Karakorum (Tagas Group). E’ una valle perpendicolare alla Hushe Valley (valle che porta al Masherbrum o K1), si sviluppa da questa verso est, ed è parallela alla più conosciuta Nangma Valley, subito a sud di essa. Ancora più a nord della Nangma Valley, ci sono la piccola Khridas Valley e la ben più famosa Charakusa Valley (dove si trovano K6 e K7). A sud della Khane Valley si trova la Halde Valley. A ovest invece, separata da una serie di vette, è delimitata dalla Tagas Valley. Il paese da cui parte l’avvicinamento a piedi è Khane.

Accesso
Occorre raggiungere Skardu, collegata a Islamabad tramite voli aerei (non disponibili in caso di scarsa visibilità) o tramite la Karakorum Highway, una strada in gran parte dissestata ma molto panoramica, che richiede due giorni di viaggio. Da Skardu bisogna seguire con fuoristrada la strada sterrata che affianca lo Shyok River e porta a Khaplu; da lì il ponte sulla destra orografica della valle porta nella valle di Hushe, che si percorre di fianco all’omonimo fiume. Si passa per il paese di Machulo e in circa 5 ore di fuoristrada si raggiunge il piccolo ponte che porta a Khane. Tenere presente che sono possibili frequenti franamenti sulla strada, che quindi può risultare interrotta.

Avvicinamento al campo base, First Terrace
Si entra nel paese (2800m) e si raggiunge in sentiero alle sue spalle, che sale sul pendio terroso posto sulla sinistra idrografica rispetto alla valle. Questa sfocia sul paese con una caratteristica gola scavata dall’impetuoso fiume Khane, ma la valle non è risalibile nel primo tratto seguendo il corso del fiume.

Il sentiero è segnato con ometti e buona traccia, e raggiunge i pendii sulla sinistra idrografica del fiume, che incide profondamente la valle. Su questi pendii si trova un bellissimo sentiero con muretti a secco, che comprende un canale per l’acqua; purtroppo ha subito diversi danni per frane e non è più funzionante. Infatti in alcuni punti occorre superare dei ripidi ghiaioni.

Dopo un lungo tratto in piano, il sentiero sparisce definitivamente e occorre superare il fiume con un ponte di tronchi di fortuna, salire per terreno poco tracciato sulla destra idrografica del fiume e continuare più avanti su terreno più segnato. Il sentiero si fa via via più dolce, si cammina su pendii meno impervi, si raggiungono dei resti di ricoveri di pietra e si arriva infine alla prima grande piana (First Terrace, 4000m), dove si stabilisce il campo base. Tempo necessario circa 3-4 ore.

Note
Nella valle principale  di Khane sono presenti buone tracce di passaggio e ometti. Questo non è dovuto al passaggio di alpinisti e trekker, ma bensì grazie all’utilizzo dei pascoli della First Terrace da parte degli abitanti di Khane.

Al momento della nostra spedizione, abbiamo trovato nella alta valle greggi di pecore e capre, oltre a bovini e Yak, custoditi da un pastore del luogo, Ismail.

Descrizione della valle principale
La Khane Valley ha un orientamento ovest-est; dopo la First Terrace, procedendo verso est, si incontra un salto dove sulla sinistra idrografica corre impetuoso il fiume Khane, mentre sulla destra si trova un salto di roccia dove cade una bella cascata (Water Fall). La traccia di sentiero per superare questo salto è circa nel centro. Si raggiunge così la Second Terrace, 4500m. Proseguendo, si continua per morena e si arriva al ghiacciaio scoperto della testata della valle. Poco prima è possibile piazzare un campo avanzato da utilizzare come punto di partenza per salite nella parte superiore della valle (circa 4650m, Bulgarian Base Camp). Qui la valle assume un andamento sud-nord, passa per un ripida seraccata di ghiaccio (Ice Fall, 4900m) e arriva ad un colle (Khane Col, 5250m) che permette di accedere alla Nangma Valley.

Di seguito le montagne più evidenti che si affacciano sulla valle principale, procedendo dal campo base verso il Khane Col.

Destra orografica
• Peak 46, da noi denominato Shorsa Tower II, per rispettare il nome dei locali. E’ caratterizzato da una elegante e lunga cresta rocciosa esposta a sud-est
• Peak 41, montagna che si trova a sud della grande mole del Sofia, caratterizzata sul lato est da una enorme placconata sospesa
• Peak 42, è una montagna tozza e ampia
• Peak 35, bella montagna che fa parte di una cresta che prosegue al Peak 37
• Peak 34, probabilmente la prima montagna salita nella valle, da parte dei Koreani. Si trova nei pressi del Water Fall
• Peak 25, tentata dalla spedizione statunitense, che l’ha scalata in gran parte ma che non è arrivata in cima per la scarsa qualità della roccia
• Agil, montagna imponente che espone la sua parete ovest nella valle del North Khane Glacier (Second Khane Cwm) e la sua parete est nella valle principale, sopra l’Ice Fall, le sue pendici sommitali sono coperte di neve
• Peak 23, è raggiungibile dal Khane Col II, attraverso la Second Khane Cwm, ma è di difficile visualizzazione. Montagna che oppone terreno misto/nevoso

Sinistra orografica
• Peak 226 e 225, sono montagne poco attraenti, poste al termine di canali di sfasciumi
• Peak 224, è una spalla che fiancheggia la Grey Tower, di difficile accesso
• Grey Tower, salita dai Bulgari nel 2012
• Peak 223, è un torrione che divide in due il canale nevoso che sale al Bulgarian Col
•Peak 68.2 e 68.1., altri torrioni posti sotto la parete nord del Meligo
• Meligo, imponente e complessa montagna, ben visibile già dalla Hushe Valley. Dopo la cima principale, si trova un gigantesco seracco che la unisce al South Peak
• La cresta del Meligo continua con la Fida Tower e la Ghulam Tower e poi con varie cime (Saws Ridge), fino al Saws Col (5270m)
• Spanglab Brakk, montagna che dalla Hushe Valley è particolarmente bella, a forma di piramide appuntita
• The Twins, grande montagna che oppone sulla Khane Valley una parete severa di misto
• Khamlin, altra bella montagna imponente
• Hidden Peak, caratterizzata da seracchi enormi ai suoi fianchi
• Peak 22.2 e 22.1, picchi interessanti prevalentemente rocciosi/di misto sul lato Khane Valley e nevosi sul lato opposto
• Asho Peak II, grandiosa montagna che raggiunge almeno i 6000m, confinante con la Nangma Valley, con un versante nevoso probabilmente abbordabile sul lato Tagas Valley; Tra Asho Peak e Peak 23 si trova il Khane Col.

Vallate e canali secondari
Da ovest verso est, sulla destra idrografica della valle
• Canale di detriti che parte a destra di Shorsa Tower II (Peak 46). Arriva ad un colle a 4780m, da noi denominato Hope Col, Colle della Speranza, perché da lì speravamo di poter salire agevolmente al Sofia. Questo colle da su una valle secondaria, ortogonale al canale (Fifth Khane Cwm),  che arriva sotto al Sofia ed alla Great Tower, partendo molto più in basso nella Khane Valley. Salendo oltre il colle,  sulla sinistra orografica si arriva a 4800m ad un pulpito dove si può ammirare una caotica cresta composta da tante torri rocciose di difficile accesso. Il Sofia si trova molto più avanti, oltre queste torri. Sempre sulla sinistra orografica del canale, ma più in basso, si trovano altre torri minori e un altro canale che si insinua tra di esse. Sulla destra orografica del canale si trova, all’imbocco meridionale, il Shorsa Tower II, che con una cresta rocciosa/erbosa è congiunto al più alto Shorsa Tower I, 4900m. Poco sotto l’Hope Col parte la cresta Est che arriva in cima al Shorsa Tower I, da noi salito in prima assoluta;

• Valle laterale che sale verso la Great Tower e Levski Peak, Fourth Khane Cwm. Si trova poco prima del Water fall. Arriva ad un colle a 5270m, East Col. Salendo nella valle, si trovano sulla sinistra orografica il Peak 35, il Peak 37, il Rila Peak, che costituiscono una incredibile cresta, e il Levski Peak, cima con roccia più articolata e presenza di neve, salita dalla spedizione Bulgara nel 2012. Sulla destra orografica invece ci sono il Peak 42, montagna ampia , il Peak 41, il Sofia (imponente e complessa montagna) e la Great Tower (già salita dal versante Nangma Valley)

• Valle che sale tra Rila Peak e Tangra Tower (Third Khane Cwm). Si tratta di una valle-canale stretta, quasi a ridosso del Water fall, che sta tra alte pareti, la Est del Peak 37 e la ovest della Tangra Tower. Diventa nevosa a costituire il Tangra Couloir. Alla sua base è probabilmente possibile raggiungere, sulla sinistra orografica,  un colletto roccioso da cui parte la cresta sud della Tangra Tower, imponente ma con la presenza di una grossa evidente frana recente nella parte iniziale.

• Valle che sale al North Khane Glacier (Second Khane Cwm). E’ la prima valle laterale sulla destra orografica dopo  aver salito il Water fall, ed è veramente magnifica. Arriva ad un colle (Khane Col II), che dà sulla Nangma Valley. Salendo, sulla destra orografica ci sono Peak 34, Tangra Tower (stupenda torre di granito con una magnifica parete esposta a sud-est) , North Tangra Peak, South Tower (montagna rocciosa con uno stupendo spigolo liscio), Central Tower e  Thumb Peak (queste ultime tre sono affiancate a costituire un incredibile scenario), Trident. Tra Trident e Peak 23 si trova il Khane Col II. Sulla sinistra orografica si trovano Peak 25, Agil e infine Peak 23.

Da ovest verso est, sulla sinistra idrografica della valle
• Canali prima della Grey Tower. Sono molto ripidi e detritici; portano a torri minori, come i picchi 225 e 226, poco attraenti perché con roccia palesemente non sana. Forse il primo canale a destra della Grey Tower può essere la chiave di salita al Peak 224;

• Canale nevoso che sale al colle tra Meligo e Grey Tower (Bulgarian Col, 5107m). E’ il canale d’accesso utilizzato dai Bulgari per salire alla Grey Tower dal colle a cui hanno dato il nome;

• Rampa-canale tra The Twins e Meligo. Arriva ad un colle tra Peak  64 e Peak 66, Saws Col, 5270m.

• Non abbiamo individuato alcun colle o passaggio facile per superare la catena montuosa a ovest e raggiungere la Tagas Valley. Da questa valle, la salita ad alcune montagne che la dividono dalla Khane Valley potrebbe essere presumibilmente facile, su pendii nevosi.

Attività svolta durante la spedizione italiana

Attività esplorativa (documentata con fotografie, rilevamenti altimetrici, tracce GPS):


1. È stata fatta l’esplorazione della valle principale e del Khane Glacier fino all’icefall, 4900m,  impraticabile per le cattive condizioni del ghiaccio e il pericolo di scariche dai pendii laterali;

2. Esplorata la valle del North Cirque Glacier (Second Khane Cwm), dove si trova la Tangra Tower, fino alla fine della morena ed inizio del circo glaciale superiore, 5020m;

3. Esplorata la valle che porta al Levski Peak (Fourth Khane Cwm) , passando sotto il Peak 35, il Peak 37 e il Rila peak, fin quasi al colle che porta alla Nangma Valley (East Col), 5270m;

4. Esplorato il canale che sale di fianco al peak 45 e 46, fino ad un colle che abbiamo denominato Hope Col, 4780 metri (colle della speranza), perché da lì pensavamo si potesse arrivare a salire il Sofia;

5. Esplorato il canale che sale dietro al peak 42 ed altri due satelliti minori, da noi denominati The Nails, 4500m.

Attività alpinistica

1. Durante l’esplorazione del canale che sale all’Hope col, è stato salito il Peak 45 dalla Cresta Est, che consideriamo la via normale. Si tratta di una via di circa 300 metri di sviluppo, con difficoltà mediamente intorno al V grado (dal III al VI+/VII max). Quota della montagna, inviolata e denominata dagli abitanti locali Shorsa Tower I, circa 4900 metri. Discesa in corda doppia inizialmente sulla via, poi con soste indipendenti sulla parete sud. Roccia sana ma a blocchi, tranne gli ultimi tiri con roccia compatta;

2. Tentativo salita Peak 42, per la Parete Sud. Roccia apparentemente invitante, con molte fessure, in realtà presenza di terra, erba e strane concrezioni che incrostano le fessure. Salito solo un tiro di 35 metri con difficoltà VI/A2. Osservando bene il resto della parete non potevamo aspettarci terreno migliore e siamo scesi. L’esplorazione degli attacchi di altri torrioni ha portato alla stessa conclusione;

3. Tentativo salita al colle tra Twins e Meligo (Saws Col, 5270m), più precisamente si trova tra il Peak 64 e il Peak 66, per poi salire al peak 66, inviolato. Salita effettuata su terreno glaciale e sospesa a circa metà ascensione a circa 5000 metri, causa scariche di sassi dalla parete ovest della Twin. Ascensione partita dal campo avanzato installato a circa 4780metri, prima del ghiacciaio. Scariche continue a tutte le ore;

4. Tentativo salita al peak 23 dal North Cirque Glacier. Campo avanzato piazzato prima del circo glaciale superiore, denominato Italian high camp, a 5020 metri. Salita su terreno glaciale e misto passando da un colle vergine (Khane Col II), sospesa per le cattive condizioni del ghiacciaio e del terreno che arriva al colle. Nella notte continue scariche di sassi dal sovrastante Agil. Scarica di neve e sassi caduta la sera prima a circa 80 metri dal campo;

5. Tentativo salita a un satellite vicino al campo base, posto a sinistra del Peak 42, terminato a circa 30 metri dalla vetta per la qualità della roccia troppo scarsa. Circa 300 metri, max III+ , nome: The Nails I. AItezza circa 4500. 

Conclusioni

Le condizioni meteo sono quasi sempre state ottime, ma la temperatura alta in tutta la regione ha reso molto pericolose, se non impossibili, le salite su terreno nevoso/misto, come pure gli avvicinamenti ad alcune pareti (sugli ottomila della zona le spedizioni in essere hanno rinunciato per l’elevata temperatura ambientale). La qualità della roccia si è rivelata molto scarsa anche se apparentemente non sembrava, soprattutto nelle montagne più basse. L’osservazione degli attacchi di molte strutture ha portato sempre a questa conclusione. 

Le montagne che avevano neve sulla cima o su parte delle pareti sono risultate invece pericolose per scariche. 

Viste le condizioni trovate, la maggioranza del gruppo alpinistico ha ritenuto che la sicurezza minima necessaria per le salite non fosse soddisfatta e, terminata l’esplorazione possibile, ha chiuso in anticipo la parte alpinistica della spedizione. 

Storia alpinistica della Khane Valley 

La Khane Valley è rimasta fino a pochi anni fa inesplorata, a causa delle vicine e rinomate Nangma Valley e Charakusa Valley, con montagne di grandissima bellezza. Le montane della Khane Valley sono così rimaste vergini e senza nomi; le uniche con nomi locali erano quelle visibili dai villaggi che si trovano lungo l’Hushe River, la Nangma Valley e nei pascoli lungo il fiume Khane a circa 4300m. Secondo i locali del villaggio di Khane, i primi stranieri a visitare la valle sono stati Koreani, nel 2001 e in altri due anni successivi. Essi probabilmente tentarono senza successo la salita della parete Ovest dell’ Agil.

Durante la loro seconda spedizione aprirono una via di roccia di 250m su un satellite di una cresta, vicino al loro campo base a 4450m. Un'altra visita sembra sia stata fatta da una Americana, venuta per fare un trekking dopo una spedizione all’Ogre Peak. Raggiunse la base della Great Tower, passando nella valle laterale che si trova tra il Rila Peak  a est e il Sofia Peak a ovest.

Altre ascensioni sono state fatte prima del 2011 partendo dalla Nangma Valley: Black Tower (Sarigo) e Singu Chatpa (chiamato anche Singu Charpa e Great Tower). Nel 2009 i locali Ali Mehmed e suo figlio Ruhal Ali hanno salito una bella torre sopra il villaggio di Khane, chiamata Nauari Brakk (circa 3250m).

In Settembre 2011, una spedizione Bulgara ha visitato la valle per esplorarne le potenzialità alpinistiche. Questo interesse è nato nel 2005 e 2006, quando D. Boyanov e N. Petkov l’hanno attraversata in senso Nord-Sud scendendo dal Gondokhoro Pass e successivamente nel 2009 di ritorno dalla spedizione al Gasherbrum I.

Nel mese di agosto 2012 una spedizione bulgara composta da Doychin Boyanov, Tervel Kerelov, Michail Michailov e Nikolay Petkov ha effettuato le prime salite del Levski Peak (5520m) e Grey Tower (5435m).

Tratta da ”Bulgarian Exploratory Expedition Karakoram 2011 from N. Petkov on Jan 16, 2012”.

Di Settembre 2012 invece la spedizione di Anna Pfaff e Camilo Lopez, con la salita fino a circa 200m dalla cima della parete Ovest del Peak 25, sospesa per roccia marcia.

Ringraziamenti

A nome dei componenti della spedizione, ringrazio tutti gli istruttori della Scuola Guido della Torre per la solidarietà  data, i presidenti delle sezioni CAI di Legnano, Castellanza, Saronno, Busto Arsizio, Parabiago, il Comune di Castellanza, il Comune di Legnano e la banca Banca Popolare di Milano per aver sostenuto il progetto.

Un ringraziamento particolare a Maurizio Pinciroli, Presidente della Scuola, che ci ha aiutati con passione, e a Susanna Martinelli, amica e istruttore della Scuola, che ha lavorato per noi e ci ha sempre motivati.

Da parte di Tommaso ringraziamenti a Salomon e Suunto per il supporto.

A livello personale ringrazio la mia famiglia, che è stata tanto paziente in tutti questi mesi di preparazione.

                                                                                                                                          Walter Polidori

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