L’erba del vicino non è sempre più verde: intervista ad Alex Honnold

In occasione della sua visita della sua visita in Italia il campione di free solo ci ha parlato delle sue imprese, non solo su El Capitan, lasciandoci con un ottimo consiglio.

27 ottobre 2017
In questi giorni il free soloist americano Alex Honnold è in Italia per presentare una serie di serate dedicate alla sua ultima impresa: la salita integrale in solo di Freerider, una via di quasi mille metri su El Capitan, nella Yosemite Valley.

La capacità di autocontrollo di Honnold, che gli ha permesso più volte di affrontare slegato vie che altri arrampicatori impiegano giorni a chiudere, è ormai leggendaria. Noi abbiamo avuto la fortuna di fare quattro chiacchiere a Barzanò, presso la sede di DF Sport Specialist.

Ciao Alex, prima di tutto grazie per essere qui e congratulazioni per Freerider! Ne parlano tutti ed è davvero un onore per noi intervistarti. Come ti trovi qui in Italia?

Grazie mille, sono felice di essere qua. A dir la verità sono in Italia da solo un giorno e ho passato la maggior parte del tempo in hotel a riposarmi, viaggio troppo! Avevo in programma di scalare sulle Dolomiti ma il tempo non era buono, quindi ho ripiegato sul Verdon.

Visto che si è parlato molto di Freerider, oggi vorrei chiederti di più delle tue imprese alpinistiche. Quest’estate sei stato con Renan Ozturk in spedizione in Alaska, e nel 2014 hai completato il traverso del Fitzroy con Tommy Caldwell.

Non si può dire che l’alpinismo sia la mia vera vocazione, ma mi piace andare una o due volte l’anno in montagna, anche solo per apprezzare di più l’arrampicata sportiva!
Odio il freddo, non mi piace la neve e sono un pessimo sciatore. Non mi definirei un montanaro.

Come ci si sente su un terreno totalmente diverso da quello a cui sei abituato?

Credo che parte di quello che mi attiri nell’alpinismo sia la difficoltà. Per me è tutto diverso, mi spaventa, ma mi spinge anche ad imparare in fretta. È divertente essere un principiante, è tutto nuovo, stimolante.
Nell’arrampicata non mi sento di aver molto di più da imparare, invece quando faccio alpinismo spesso mi viene da pensare: «Oh, questo non lo sapevo», ed è una figata.

Citando Ozturk dal video The Ultimate Life Coach: “A big alpine climb as the power to bring out the best out of your partner and yourself”. Quanto valore dai a questa affermazione?

È molto calzante. Ed è uno dei motivi per cui penso che la traversata fatta con Tommy o il Cerro Torre con Colin Haley siano molto più significative di molti dei miei free solo, proprio perché sono avventure vissute con dei miei cari amici, occasioni in cui si crea un forte legame.
Il Sufferfest che abbiamo fatto con Cedar (Wright) è un ottimo esempio. Passare tre settimane con una persona, allenandosi insieme e tirando fuori a vicenda il meglio di sé, credo che sia un qualcosa di davvero prezioso che non puoi ottenere facendo free solo.

Hai fatto molte esperienze incredibili in questi anni, e c’è di sicuro una bella differenza tra l’Alex di 21 anni e l’Alex di adesso. Quali sono stati i cambiamenti maggiori?

A 21 anni ero un asociale, scorbutico e per molti versi ero un fifone, timido, avevo paura di parlare in pubblico o con degli sconosciuti e avevo molte difficoltà anche a viaggiare. Ora sono molto più maturo, di sicuro non ho più paura di parlare in pubblico (ride). Credo che la lezione qui sia che abbiamo sempre da imparare, con il tempo e l’esperienza si acquisiscono nuove abilità.
Quando ero giovane ero molto più critico, era tutto o bianco o nero per me, ora invece vedo il mondo con le sue tante sfumature, sono meno rigido nei confronti degli altri, più compassionevole.

E hai guadagnato anche una certa fama! Di sicuro hai un a certa influenza nel mondo dell’arrampicata. Qualche consiglio da dare ai tuoi colleghi d’oltreoceano?

È buffo, proprio ieri parlavo con un tipo in falesia di come pensiamo sempre che l’erba del vicino sia sempre più verde, si dice così anche Italia? Sono tanti gli scalatori che pensandola così vengono negli Stati Uniti per scalare trad, così come molti americani muoiono dalla voglia di venire in Europa per l’arrampicata sportiva.
Il mio consiglio è: cercate di apprezzare di più quello che avete qui, c’è un calcare meraviglioso!tti

Intervista di Agnese Blasetti.

90th 740x195

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875