Cresciano, anima trad

Il lato più nascosto della mecca svizzera

18 febbraio 2016

Cresciano, patria del boulder. Come non associare il nome della mitica località svizzera ai suoi sassi. Ma Cresciano ha anche un’anima cordaiola, con un elevato numero di tiri e anche vari settori trad! Non sono molti infatti quelli che si avventurano da queste parti armati di nuts e friend. I già non molti affezionati in Italia, preferiscono le rinomate aree del nord-ovest ma in realtà la location svizzera non solo propone lunghezze da proteggere dove si deve scomodare il grado 8 ma ha anche una storia vecchia e prestigiosa, fatta di nomi importanti quali Marco Pedrini e Claudio Cameroni, papà del giovane e forte boulderista Giuliano, che furono tra i primi a pulire e salire varie linee in zona. Parliamo degli anni ’80 e di quel senso di “arrampicata libera” di cui oggi rimane poco ma che è stata in seguito riscoperta e rivalorizzata, almeno in questa zona. A far scoprire questa storia e i suoi retroscena è Matteo Della Bordella che in questo bell’articolo proposto sul sito del Ragni di Lecco parla di Cresciano e di come “Il 99% degli arrampicatori associano questo nome al boulder. Sono già in pochi quelli che sanno che in realtà Cresciano è una delle più grandi falesie del Ticino, con circa 150 tiri di corda! Figuriamoci in quanti sono al corrente del fatto che a Cresciano si possa scalare anche a nut e friends.”

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