Simone Pedeferri, rocciatore tout court

Dai boulder e big wall della Masino, passando per Grecia, Verdon, Wenden e...

01 febbraio 2017

Più volte abbiamo parlato delle imprese di Simone Pedeferri, scalatore che certo non ha bisogno di presentazioni o grandi introduzioni visto che da almeno 15 anni rappresenta l’eccellenza dell’arrampicata italiana nel mondo su tutti i terreni. Incredibile sui boulder, pazzesco in falesia, assurdo in via. Note sono le sue supersalite multipitch, talvolta in location esotiche come il Messico dove ad esempio nel 2015 ha aperto El Chaman Loco con Paolo Marazzi e Marco Maggioni.

Il 2016 è stato un anno ricco per Simone, mai stanco di scalare su ogni terreno e rocciatore vero, polivalente ed attivo come pochi altri. Pur dovendo lottare contro un’ernia cervicale che lo ha fermato ad inizio anno passato, non è comunque stato a guardare gli altri scalare ma anzi, si è dato da fare con la richiodatura di Capre al Sole, nota ma anche selettiva falesia del lecchese dove aveva realizzato qui il suo primo 8b, parecchi e parecchi anni fa.

Con una lenta ma costante ripresa della forma, che lo ha portato comunque a febbraio a ripetere Silkworth a Gajum di grado 8b+, è stato poi tempo di multipitch, questa volta in Grecia, con l’apertura di Fuori di Zucca, salita insieme a Luca Schiera e Dimitri Anghileri. Il periodo del Melloblocco è stato trascorso ancora all’insegna del recupero che non tarda ad arrivare. Dopo un nuovo 8a boulder a Visido, La Faina, ha salito anche Coast to Coast ancora alle Capre, 8b+, ed allo Specchio del Grifone, Angelone, ha collegato la prima parte di Riti Tribali con Un Dono d’Ali, liberando così Eterno Riposo, “forse l’8c più bello di Lecco” che attende ora le ripetizioni.

Il terreno di gioco preferito resta sempre quello del Val Masino dove forse si è pulito e scoperto meno della metà dei blocchi presenti (ma probabilmente sono anche di più) e presto libera anche Seta, 8a/b, e Ginseng, 8b. Il fisico tiene bene. Le dita stringono e si sta aprendo la bella stagione. E’ tempo di big wall. A Giugno, facendo lo slalom tra i temporali, con Daniele Bianchi viene aperta in Val Masino Pana sulla Parete della Mongolfiera, nove tiri fino all’8b e arrivano poi belle spedizioni in giro per vari paesi europei. In Wenden sale Jednicka, 7c, e Letzter Mohikanen, 7c+/8a, e sempre in Svizzera anche Kein Wasser kein Mond, 7c, storia via di Martin Scheel e Kim Carrigan aperta nel 1985 ma anche la più “facile" Chico Mendes, 7a+. Sono tutte vie esposte, aeree, dove il vuoto l’ambiente dominano furiosamente.

E tempo di Verdon quindi, con la salita di Alex Punk, 7b+, e Aiglun, con Mastherapie, 8a, ma mette le mani anche su Alì Babà che però non sale interamente in libera. L’estate è trascorsa ancora in Valle, questa volta però, su indicazioni degli amici Giò e Camilla, sotto una prua della Val Romilla dove forse qualcosa di nuovo viene fuori. Trapano e spazzole alla mano, si chioda e si pulisce e quello che ne emerge è un vero “piccolo gioiello”. Sul Diamante della Romilla nascono quindi alcune vie di enorme respiro e grande continuità, 6 per ora, tra cui spiccano Filosofica, 8b/c, e La Grande Bellezza, 8c/+.

Un autunno e inizio inverno fuori dal comune fa seccare anche il più piccolo pezzetto di muschio e la valle regala ancora una infinità di passaggi, molti duri ma non necessariamente. Ora, biglietto alla mano, è già tempo di pensare alla prossima avventura. A breve Pedeferri sarà ancora in viaggio per nuove aperture. Dove e come, sarà presto raccontato.

realizzazioni ragni di lecco

Up climbing speciale annuario 2019   c

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875