Rock Master Duel: vincono Schubert e Krampl, Rogora terza!

Ad Arco la forte azzurra ancora a podio

02 settembre 2019
Sabato sera le luci dei riflettori erano puntate sulla parete del Climbing Stadium di Arco dove andava in scena il Rock Master Duel, un formato entusiasmante che dal 2000 regala agli appassionati la possibilità (gratuitamente quest’anno) di gustarsi i migliori del pianeta climbing, gli uni contro gli altri nel tempio dell’arrampicata sportiva. Lo sforzo della SSD Arrampicata Sportiva Arco è stato colto al balzo e le persone stimate ad assistere al Duel erano circa 3000. I maschi in gara dovevano affrontare vie di difficoltà 8a, 8a+, e le donne 7d+, 7c, prima di toccare il pulsante rosso come fosse una gara speed.

Il campione del mondo lead Adam Ondra è anche testimonial del Garda Trentino e cercava la quinta affermazione personale consecutiva, impresa non riuscitagli a causa di una prova da maestro dell’austriaco Jakob Schubert: “è la prima volta che batto Adam nel Duel credo, andando addirittura sotto il minuto e migliorando sfida dopo sfida”. Gli occhi ‘della tigre’ dello sconfitto si trasformano dopo qualche secondo in quelli dell’Ondra che tutti conoscono, affabile e disponibile con chiunque, e dalla delusione il fenomeno passa ai complimenti nei confronti del collega: “Mi sono divertito, Jakob è stato fortissimo e abbiamo fatto una gran finale. Ci ho messo qualcosa in più, ma l’importante è stato andare sotto il minuto e ci sono riuscito. Il Duel è divertente perché non c’è pressione e spero rimanga così”.

Applausi a scena aperta da parte del pubblico che copriva interamente il prato del Climbing Stadium per il terzo classificato, il tedesco Jan Hojer, autore di un uno-due pugilistico fenomenale nella prima prova, che gli ha permesso disuperare l’onda e battere il torinese Stefano Ghisolfi passando al turno successivo: “Sono partito bene ma Jan ha fatto due balzi finali davvero incredibili”, dirà
“Ghiso”. L’altro azzurro Marcello Bombardi ha invece perso lo scontro diretto con Max Rudigier, autentica rivelazione, anche se alla ‘finalina’ gli è sfuggita la presa dopo qualche secondo appena dalla partenza.

Vedendo le fasce muscolari di Bombardi cerchiamo di capire se esista il climber perfetto, meglio alto o basso? Muscoloso o longilineo? “Ognuno deve riuscire ad adattare le proprie caratteristiche di scalata in base al suo corpo. L’abilità maggiore in ogni caso sta nella testa”.

Meno equilibrato il Duel femminile, dove Mia Krampl ha battuto non una ma due volte la britannica Molly Thompson, con il primo incontro annullato e ripetuto a causa di una falsa partenza: “Annata incredibile, è la prima volta per me qui al Duel ed è stato interessante provare qualcosa di nuovo. Con me e Janja Garnbret il movimento del climbing sloveno sta andando alla grande. Allenarsi con i migliori paga”, ha affermato nel post gara la vicecampionessa del mondo lead. Alla finalina Laura Rogora ottiene un altro risultato di prestigio - dopo aver finito da poche ore la gara giovanile che le ha assegnato l’oro boulder, al seguito del titolo lead e della
combinata - il terzo posto al Duel: “Ora finalmente riposo, il duello è una competizione senza pressione e per questo unica”.

La “madrina” dell’evento viste le numerose partecipazioni è Mina Markovic: “Bellissima la via, sono felicissima di essere tornata e di aver partecipato alla finalina, Arco è un paradiso per il nostro sport”. Arrivederci al prossimo anno, dove il comitato trentino ha in serbo
altrettante sorprese, ‘replicabili’ in tutto il mondo.

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