Intervista: Matilda Söderlund, la nordica da 9a

Considerazioni a caldo dopo la ripetizione di The Elder Statesman

23 ottobre 2019

Svedese, 27 anni e ora una delle ancora poche donne in grado di salire un 9a. Matilda Söderlund ha centrato la ripetizione di The Elder Statesman, lunghezza diabolica in Frankenjura caratterizzata, come abbiamo visto dal video della stessa Matilda, da sequenze davvero micidiali sulla roccia a tacche sfuggenti e piccoli buchi del famoso spot teutonico. L’abbiamo subito contattata per farci raccontare qualcosa su questa realizzazione. Ecco che è emerso.

Innanzitutto, davvero complimenti per questa incredibile salita! Dicci subito qualcosa sulle tue emozioni ora: ti sei resa conto di quello che hai fatto o è ancora un sogno?
Grazie mille! È pazzesco, ancora difficile da credere ahah! Mi ci sono voluti un paio di giorni per realizzare a pieno quello che è successo, non ci potevo davvero credere. Arrampicare a questi livelli e salire un 9a è stato il mio grande sogno da sempre.

Raccontaci qualcosa del tiro. Quali sono le tue sensazioni? Che tipo di arrampicata ci trova su The Elder?
Negli ultimi 2-3 mesi ho sentito che arrampicare 9a poteva essere possibile. Quando ho fatto i primi giri su Statesman ero davvero entusiasta, mi sentivo a mio agio e pensavo davvero fosse un tiro fatto per me. Piccoli movimenti e allunghi! Dal momento in cui stacchi i piedi da terra, non devi commettere un errore e c’è poco spazio per riposarti. E’ uno stile che mi piace molto!

Perché proprio il Frankenjura? Come primo 9a non potevi scegliere un luogo con tiri meno rognosi?
Il Frankenjura è davvero un posto speciale per me. Qui mi sono sempre trovata bene è ho fatto progressi importanti. E’ dove ho fatto il mio primo 8c ed il primo 8b+ flash e ora questo. Credo si debba appunto allo stile che mi si addice, tecnico e di potenza e posso sfruttare la mia altezza. Amo ogni settore e anche le persone sono molto amichevoli. Non potevo scegliere posto migliore.

Abbiamo letto che hai trascorso relativamente pochi giorni a provare l'itinerario, giusto una settimana più o meno. Quali pensi siano stati i tuoi principali punti di forza per salire un percorso difficile in un tempo simile?
Sapevo di essere in uno stato di forma mai avuto prima e che il 9a era un obiettivo possibile. Devo dire che sono stata anche fortunata con il meteo e le condizioni della roccia visto che ottobre di solito è brutto da queste parti. Un ruolo fondamentale è venuto dalle persone che erano con me, Markus Bock, Chira Hanke, Melissa LeNeve, Hannes Huch e Samy Dahlman.

C’è stato un momento preciso in cui ha capito che lo avresti fatto?
Quando ho risolto il boulder all’inizio. Passato quello avevo ottime possibilità.

In questi ultimi anni abbiamo osservato un aumento davvero importante del grado in arrampicata, dal primo 9c a molti 9b ai primi 9a+ e 9b femminili. Secondo te, questo è dovuto a nuovi metodi di preparazione o ad una maggiore consapevolezza da parte dei climbers che certe barriere ormai sono cadute?
Penso una combinazione di entrambi! Sicuramente ci sono allenamenti più sofisticati, strutture migliori e più grandi e molti più professionisti e scalatori ma la componente mentale è fondamentale. Il "credere" o "capire" che un obiettivo è raggiungibile è fondamentale. Personalmente sono stata molto ispirata da Angela Eiter (primo e unico per ora 9b femminile) o da Margo Hayes (tre 9a+). Vedere loro e tanti altri mi ha dato grande motivazione e credo salirò altri 9a.


Intervista Stefano Michelin

Banner c upclimbing 6

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875