Falesie marine, cura al "titanio"

L'esempio di Palinuro

04 dicembre 2015

Dopo i casi di rottura di fix in acciaio inox, che nel 2012 Maurizio Oviglia insieme a Claude Remy avevano denunciato, si sapeva che l’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni di Alpinismo) era al lavoro per modificare la norme esistenti, indicando quale fosse il materiale più idoneo da utilizzare nelle falesie in prossimità del mare, dopo che è  comprovato che alcuni tipi di acciaio in questi siti possono rompersi a distanza di poco tempo anche con carichi molto bassi.

Le falesie sul mare, insomma, devono utilizzare il titanio per garantire la massima sicurezza nella pratica dell'arrampicata, cosa, questa, che stabilisce dei nuovi standard mondiali che cambiano le carte in tavola a beneficio di chi, e sono sempre di più, pratica o si avvicina ad uno sport – l'arrampicata – che da Tokyo 2020 sarà anche nel programma Olimpico.

Il primato per il nostro paese, ovvero la prima falesia che usa il titanio nelle proprie  chiodature in Italia va a Palinuro, nel Parco Nazionale del Cilento, con la bellissima Molpa: un massiccio roccioso che strapiomba sull'omonima spiaggia bagnata dal mare Bandiera Blu di Palinuro (avevamo già presentato la questione quando avevamo parlato del ClimBrave di quest'anno).

Il primato è frutto del lavoro di un'associazione, la Eso es Palinuro, che dal 2013 ha sviluppato il progetto “Le Rocce del Mito” nel quale è incluso anche il ClimBrave, festival tenutosi nel 2013 e 2015 con centinaia di atleti provenienti da tutta Europa e migliaia di presenze tra accompagnatori e curiosi, progetto che ha promosso la richiodatura della Molpa e di un'altra falesia (il Vauzo a Foria di Centola), per sviluppare il turismo e la pratica dell'arrampicata in un territorio bellissimo che deve però diversificare la propria offerta per competere a livello globale con altre destinazioni italiane e non.

La svolta è arrivata poi quest'anno, quando la Eso es Palinuro insieme al parter tecnico Climbing House e al produttore Titan Climbing di Sheffield (Regno Unito), con il contributo delle imprese turistiche e, tra le istituzioni, del solo ente Parco Nazionale del Cilento, ha deciso che la sicurezza veniva prima di tutto e ha sostituito i fix in acciaio con quelli in titanio. Così, oggi, la metà delle vie usano già il titanio mentre sull'altra metà dei tiri i lavori sono in corso d'opera e si concluderanno entro la fine del 2016.

“Palinuro ha una falesia che usa il titanio, la Molpa appunto, già dall'Aprile del 2015 grazie al lavoro di coordinamento della nostra associazione, lavoro di cui andiamo molto fieri e che ci permette di avere un primato nazionale che può costituire un punto di svolta concreto nell'offerta turistica del nostro territorio, offerta che va diversificata con i fatti e non con le parole come si è fatto fino ad oggi” spiega il Presidente della Eso es Palinuro, Paolo Fedullo, che aggiunge: “l'importanza di questo primato deve essere chiara a tutti, in Italia siamo stati i primi in assoluto ad usare il titanio, addirittura tra i primi al mondo, nonostante sia stato necessario uno sforzo economico enorme rapportato ad una realtà come la nostra. 

Ora sarebbe importante che tutti gli attori in campo, dai comuni alla regione, collaborassero per rafforzare e completare questo importantissimo progetto che ha già dato ampia dimostrazione della sua lungimiranza ed efficacia.”

Eso es Palinuro  

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