L'Associazione Operatori Valmasino dice NO alla strada

Dopo i Ragni e il CAI, una voce pesante si alza dalla Valle

10 aprile 2019
Dopo i Ragni di Lecco e il Cai Sondrio, Ecco una voce ufficiale dalla valle, la prima dopo quella delle guide alpine, e pesantissima. È quella degli operatori turistici locali, che lasciano i dirigenti di ERSAF e la Giunta comunale, soli con la loro follia.


Quella degli Operatori Valmasino è una voce pesantissima perché oltre ad essere i diretti interessati, sono anche una consistente parte di coloro davanti a cui il Sindaco deve rispondere delle proprie azioni. 
La raccolta di firme da tutta Italia è importante, le posizioni delle varie associazioni nazionali o provinciali contano molto, ma le osservazioni e i pareri degli elettori sono un macigno per il Sindaco e questa giunta.

Cosa dice la lettera ufficiale dell'Associazione Operatori Valmasino? Dice l'ovvio, dice che la Val di Mello è una riserva naturale il cui senso turistico sta proprio nella sua naturalità, e dice che esiste già un sentiero che basterebbe fosse sistemato per permettere il passaggio delle jolette.

È ovvio per chi ragiona con la testa del bene comune, del bene per la natura, del bene per la Val di Mello e per gli abitanti di Val Masino.
Purtroppo non sempre queste sono le priorità di chi amministra fondi e territori:
la complessità degli interessi politici troppo spesso viaggia come un rullo compressore su ciò che sarebbe ovvio fare. È qui che la società civile deve intervenire, ed è qui che va un plauso alla coraggiosa posizione degli operatori turistici di Val Masino.

Ecco uno stralcio del loro comunicato, Poche parole ma chiare e incontrovertibili per chi ragiona secondo la logica del bene comune:

"gli operatori turistici della Valle vogliono sottolineare come la bellezza, la natura incontaminata e selvaggia della Val di Mello siano un fattore molto attrattivo dal punto di vista turistico e toccare i deboli
equilibri di questa zona non può che nuocere all'intera Valle.
L’accesso fino alla località Rasica è, dal nostro punto di vista, già facilitato sulla parte destra orografica del fiume dove c'è un sentiero percorribile da mountain bike e probabilmente con qualche aggiustamento da joelette, un percorso già “umanizzato" che con pochi interventi può rendere la Val di Mello accessibile a tutti.
Non vediamo quindi la necessità di investire dall'altra parte del torrente, dove la natura è intatta da secoli e per fortuna l'uomo non è ancora intervenuto"

 

Cap

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