L’ennesima vergogna del boulder!

Paul Robinson denuncia l’osceno stato in cui ha trovato Cresciano

15 gennaio 2019
Il doveroso sfogo della stella statunitense di fronte all’inaccettabile situazione che ha trovato sotto uno dei più duri blocchi del mondo

I tempi “evolvono”, si parla, si discute e sempre di più si sollecitano i climber a prestare attenzione al luogo in cui si trovano… eppure gli idioti si moltiplicano peggio dei conigli!

Non ci sono altre parole per descrivere l’ultimo, plateale esempio di quale sia ora l’approccio che molti hanno al boulder.

Nonostante i video, articoli, post finalizzati a sensibilizzare i climber verso il rispetto e l’attenzione alla roccia e all’ambiente (qui e qui trovate un paio di articoli già pubblicati sul nostro sito), la situazione continua a degenerare irreversibilmente.

Prese lerce, compromesse o scavate, luoghi come Bleau e Magic Wood ormai irreversibilmente deturpati dalla frequentazione dei climber, interventi drastici (a volte addirittura ufficialmente organizzati) volti a trasformare aree naturali in confortevoli palestre a cielo aperto ecc ecc… Finora se ne sono viste molte di situazioni di questo tipo e molto altro...

Eppure l’ultimo episodio a Cresciano dimostra che non c’è limite al peggio!

Paul Robinson ha pubblicato ieri una storia su instagram in cui ha riportato le foto e relativi commenti (tutto riportato nelle immagini sopra) per documentare lo stato in cui ha trovato il masso di Dreamtime, in particolare sul lato dove si trovano le celebri linee di The Story of two Worlds 8C e The Dagger 8B: crash pad ormai distrutti abbandonati alla base, un albero “imbottito” per attutire gli urti e così lasciato, rifiuti e schifezze gettate negli anfratti…vedere le foto per credere.
Robinson giustamente non si risparmia nell’apostrofare gli idioti che hanno deturpato innanzitutto un pezzo di bellissima natura nonchè uno dei massi più iconici nella storia del boulder.

Questa è una situazione che, come lui stesso afferma, mai e poi mai si sarebbe verificata anche solo pochi anni fa.

Un comportamento di questo tipo sarebbe stato grave, inaccettabile e disgustoso anche se ci trovassimo sotto un masso a due ore di cammino dalla macchina, ma se pensiamo che questo è uno dei massi più vicini al parcheggio (non più di 5 minuti…) questo episodio diventa ancora più assurdo e vergognoso.

Un altro aspetto aggrava ancora di più la situazione. Non siamo sotto un blocco facile, magari assediato ogni weekend da centinaia di climber della domenica, spesso poco consapevoli ed attenti a quanto fanno (il che non giustificherebbe comunque nulla...).Qui ci troviamo sotto uno dei blocchi più duri al mondo, o comunque sotto una linea come The Dagger, 8B. Questi sono boulder alla portata di pochissimi climber e possiamo presumibilmente aspettarci che costoro di roccia ne abbiano macinata tanta e contemporaneamente dovrebbero aver maturato una consapevolezza etica e una sensibilità ambientale ben superiore alla media. Proprio i climber esperti dovrebbero esser coloro che si fanno custodi di un approccio corretto al boulder outdoor, per sensibilizzare la crescente massa di neofiti di conseguenza...

Evidentemente no...

Evidentemente questa è la plateale dimostrazione di come ora il mondo dell’arrampicata e del boulder sia dominio di una massa di caproni ignoranti ed egoisti, che non hanno rispetto, focalizzati solo ed esclusivamente sul proprio interesse, senza alcuna consapevolezza di cosa stiano facendo e di quali siano le più basilari regole di civiltà...l’esempio perfetto di cosa la società attuale può produrre.

I boschi, i massi e le falesie non hanno bisogno di personaggi di questo tipo, ma, probabilmente, alla maggior parte delle persone sta bene così, altrimenti non si arriverebbe a questo punto.

Gente, svegliatevi!

E se vi sta bene così allora chiudetevi tra quattro mura di cemento a tirare prese di plastica e i rifiuti gettateli pure sul divano sbrindellato di casa vostra.

Albertaccia

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