Un ritratto di Dmitri Sharafutdinov

Un climber riservato che sa trasformarsi in una letale macchina da guerra!

26 aprile 2018
Un bel videodocumentario ci porta nella vita e nell'allenamento di uno dei più grandi arrampicatori garisti degli ultimi anni.

Dmitri Sharafutdinov. Tre volte campione del mondo di bouldering, vincitore di decine di medaglie e sempre protagonista della Coppa del Mondo per diversi anni. Oltretutto, nella sua riservatezza, un personaggio quasi mitico che ha alimentato molte leggende su di sé e sui suoi estenuanti allenamenti segreti.

In questo breve documentario andiamo a conoscere questo personaggio particolare, dalla forza incredibile sia fisica che mentale, in grado di diventare una macchina perfetta quando si tratta di tirare le prese e dominare nelle competizioni più importanti al mondo.

Eppure queste caratteristiche sembrano contrastare con lo sguardo quasi spaesato, timido e un po' malinconico che si legge nei suoi occhi e che lo rendono ancora più misterioso.
Interessanti le descrizioni che diversi campioni come Hojer, Fischhuber e McColl fanno di lui, dove tra lodi, rispetto e ammirazione ne descrivono le qualità quasi come fossero un qualcosa di lontano e irraggiungibile anche per loro, nonostante siano alcuni dei più forti campioni attualmente in circolazione.

Il video ci porta ora a conoscere un po' di più la vita e gli allenamenti di questo campione che ha mantenuto sempre una grande segretezza sulla sua preparazione.
Nel mondo attuale, in cui l'unico requisito necessario per progredire sembra essere quello di avere a disposizione palestre infinitamente grandi in capannoni sconfinati e dove anche chi ha appena iniziato ad arrampicare si affida ad un allenatore che gli faccia seguire programmi all'avanguardia, è un pugno nello stomaco vedere quali siano state le risorse di Dmitri.
L'antiquata palestra in cui si allena giorno dopo giorno, il piccolo pannello di pochi metri quadrati su cui traccia i blocchi per prepararsi alla coppa del mondo, nessun allenatore se non se stesso, la sua vita modesta con il contributo assente della Federazione Russa (come per gli altri atleti russi...) e la prospettiva di poter sopravvivvere a tutti gli effetti solo grazie alle vittorie. E ancora di più, l'immagine caratteristica delle prese avvitate direttamente sugli stipiti della porta del suo piccolo appartamento, sulle quali Sharafutdinov esegue le sue famigerate serie...

Tutto questo è in immane contrasto con ciò che è ora l'arrampicata ed è per questo che Dmitri si presenta come uno degli ultimi eroi, o antieroi, dal carattere romantico e mitico, che ce lo rende subito simpatico. L'emblema di quella forza interiore che lo hanno reso un grandissimo atleta e che qui vediamo vincere con tutta la sua forza e determinazione la tappa di Coppa del Mondo di Vail.

Insomma un video che ci porta a conoscere uno dei più grandi campioni degli ultimi anni e che ci fa assaporare l'originaria anima “underground” dell'arrampicata.

Alberto “Albertaccia” Milani

 

Fonte: rockandice

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