No Pain, No Gain 475 m, IV, WI6, M7

Nuova, delicatissima linea sulla parete nord del Crozzon di Brenta

14 February 2019
Roberto Parolari, Daniele Frialdi, Marco Verzelletti e Vincenzo Valtulini hanno aperto No Pain, No Gain, un delicatissimo itinerario di misto sul Crozzon di Brenta.

Le precipitazioni abbondanti di fine ottobre 2018 hanno riempito di ghiaccio le pareti, facendo “rizzare le orecchie” degli appassionati. Una ricognizione al Rifugio Brentei ha portato Roberto Parolari di fronte a una parete nord del Crozzon di Brenta completamente incrostata: «abbondanti colate di ghiaccio rigano tutte le vie di roccia, Lisa dagli Occhi Blu è ricca di ghiaccio come non mai e, circa cento metri alla sua destra, una colata di ghiaccio mai vista disegna sulla parete una linea che si congiunge alla parte superiore di quella salita fatta nel lontano febbraio del 1997».

All’inizio di dicembre lo stesso Parolari, con gli amici Daniele Frialdi, Marco Verzelletti e Vincenzo Valtulini, è tornato ai piedi di questa maestosa parete per esplorare queste sorprendenti incrostazioni di ghiaccio, che si sono da subito rivelate «croste molto poco affidabili dove le viti sono inutili e la progressione deve essere più che delicata».

No Pain, No Gain è una via impegnativa che richiede una buona preparazione psicofisica. È difficile da proteggere sia su roccia che su ghiaccio, quest’ultimo sottile e precario su lunghi tratti. I primi salitori non sono riusciti a usare neanche una vite!

La via finisce alla base di un grande muro di ghiaccio, presso il punto d’incontro con Lisa dagli Occhi Blu. È possibile proseguire lungo quest'ultima per raggiungere la cima del Crozzon di Brenta.

 

Dolomiti di Brenta, Alpi Retiche Meridionali (Trentino)
Crozzon di Brenta 3135 m, versante nord
No Pain, No Gain
Roberto Parolari, Daniele Frialdi, Marco Verzelletti, Vincenzo Valtulini, 1 dicembre 2018
475 m, IV, WI6, M7

 

Materiale: classico da ghiaccio e misto con qualche vite da ghiaccio corta e una lunga per le eventuali abalakov nella discesa, 1 serie di friends (fino al 3 Camelot) anche micro, nuts, cordini, 2 corde da 60 m, martello e un buon assortimento di chiodi da roccia (meglio una mazzetta a testa).

Accesso: da Madonna di Campiglio (TN) prendere la strada che conduce a Vallesinella. Seguire il sentiero 317 per il rifugio Casinei e quindi il 318 per il Rifugio Brentei (3,30 h, variabile in funzione dell'innevamento). Dal rifugio seguire il sentiero estivo in direzione della Bocca di Brenta, oltrepassare la chiesetta e, quando il sentiero estivo comincia a traversare per ripidi pendii, abbassarsi in diagonale a dx fino alla sottostante valle, oltre la verticale del Canalone Neri. Tornare ora in diagonale verso dx puntando al Canalone Neri. Risalirlo per circa 200 m, oltrepassando la barriera rocciosa sulla dx, fino al primo pendio nevoso che si trova sulla verticale della colata alta del 5° tiro (2 h).

Relazione:

L1-3: risalire il pendio nevoso puntando alla verticale della colata del 5° tiro. Fermarsi alla sua fine, a sx delle prime colate, sostando su roccia (da attrezzare con chiodo e friend). Neve/ghiaccio a 40°-55° con risalti più ripidi, 150 m;

L4: traversare 5/6 m a dx e prendere le prime colate/croste, risalirle verticalmente ma su terreno leggermente appoggiato. Alla loro fine traversare leggermente a dx e, per pendio nevoso, salire stando a sx della verticale della colata di ghiaccio e sostando su grosso spuntone (60 m). Traversare in diagonale a dx su neve per 10 m fino a un chiodo e spuntone di sosta. M5, tratti su croste di ghiaccio alternati a tratti su roccia. 60+10 m;

L5: alzarsi verticalmente con passaggi su roccia, superando un paio di strapiombini, poi traversare a sx per prendere una colata di ghiaccio molto sottile e improteggibile (7-8 m, fragile, rischio di collasso della struttura). Proseguire poi su terreno più facile fino alla sosta (2 ch. collegati da kevlar). 1 chiodo a lama alla fine della parete verticale di croste di ghiaccio. M7, WI6 X R, misto difficile su croste e ghiaccio molto aleatorio. 60 m;

L6: proseguire lungo una strettoia di ghiaccio/neve andando a dx verso un diedro (più proteggibile), seguirlo interamente e traversare a sx fin sotto uno strapiombino. Superare lo strapiombino, salire diritti per poi spostarsi leggermente a dx e di nuovo diritti a superare alcuni risalti ostici. Su cengia nevosa traversare qualche metro a sx per poi sostare su roccia (da attrezzare). M6, misto e brevi sezioni di ghiaccio con risalti impegnativi, 55 m;

L7: attraversare 5-6 metri a sx fino alla colata più consistente, salirla e poi rientrare a dx, salire ancora diritti e, sotto uno strapiombino, spostarsi a dx 2 metri e continuare a salire diritti fino a incontrare un pendio nevoso. Risalirlo interamente, poi spostarsi qualche metro a sx aggirando uno sperone roccioso. Salire ancora qualche metro per attrezzare la sosta su roccia. M5+, ghiaccio non estremamente ripido ma improteggibile, misto articolato.

Discesa: con 2 doppie da 50 m su abalakov si arriva in una grottina a sx (possibilità di trovarla intasata di neve) a una sosta su roccia (cordino giallo e moschettone di calata) di Lisa dagli Occhi Blu. Con una calata da 60 m "precisi" si oltrepassa la sosta di Lisa nel grottone e ci si ferma su terreno leggermente più appoggiato (sosta su grossa clessidra di ghiaccio con fettuccia da cercare o da attrezzare). Con un’altra doppia da 60 m fino a un fungo su neve/ghiaccio (da realizzare) e ancora con una calata da 60 m si arriva al Canalone Neri.

Relazione e immagini fornite da Roberto Parolari.

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