Patagonia Nano Puff® Jacket

Test sugli sci

09 dicembre 2016
Patagonia Men's Nano Puff® Jacket in test

Caratteristiche 

Nata per affrontare pareti imponenti nelle stagioni intermedie e rapidi tour sciistici, la Nano Puff® Jacket è a casa propria quando viene indossata da alpinisti o sciatori backcountry. La shell in 100% poliestere riciclato blocca il vento, è traspirante e scivola facilmente sotto o sopra gli altri strati ed è dotata di trattamento DWR (idrorepellente a lunga durata). Imbottitura sintetica più efficace dal punto di vista termico, il poliestere PrimaLoft® Gold Insulation Eco da 60 g/m², di minimo volume, idrorepellente e altamente comprimibile—oggi con il 55% di contenuto riciclato da materiali post-consumo—intrappola letteralmente il calore con incredibile efficacia anche se bagnato. La giacca offre una linea più aderente, grazie alla lavorazione trapuntata a riquadri con sottili tasselli orizzontali sugli inserti laterali sagomati, mentre il morbido e traspirante flap di protezione interno con alloggio per la zip è ideale per il comfort del mento. La tasca interna sul petto con zip può essere usata come sacca di contenimento con asola interna per moschettone. Le altre caratteristiche includono due tasche scaldamani con zip, polsini elasticizzati e cordoncino nell'orlo con doppia regolazione per isolare dal vento e trattenere il calore all'interno.

La Nano Puff® Jacket sul campo (anzi sulla neve)

Ho testato la nuova versione della Nano Puff® Jacket di Patagonia sugli sci in due gite diverse.
Come primo impatto, in mano, la giacca risulta subito molto comoda e leggera.
In particolare il tessuto di shell e fodera in poliestere ripstop riciclato è molto piacevole al tatto. Le robuste cuciture a trapunta danno una sensazione di resistenza, mentre la lavorazione a tasselli orizzontali laterale e sotto le ascelle limita gli sfregamenti e facilita i movimenti.

Nella prima gita di scialpinismo della stagione, la mattina presto, in salita con le pelli sugli sci, la giacca ha sorpreso per la traspirabilità e la termicità. Di solito, onestamente, diffido di una giacca in “plastica” da utilizzare in un’attività aerobica durante la quale il sudore ti rimane addosso per ore e poi congeli in discesa.
Beh, ho dovuto ricredermi: non l’ho mai tolta in salita e l’ho tenuta volentieri, anche in discesa sotto il guscio.

Complici le temperatura ancora miti, per la seconda gita sono andato a fare un po’ di freeride sul Monte Rosa su e giù a oltre 3.000m.
Questa volta, solo discese… Non ho messo neanche il guscio.
La Nano Puff® Jacket è veramente versatile e anti-vento. Cambio di temperatura esterna (dai 3275m di Punta Indren ai circa 2000m di Pianalunga), vento, sole pieno o l’ombra di un canale, non ho mai dovuto cambiare il mio “assetto”. 

Tolti gli sci e slacciati gli scarponi, l’ho tenuta ancora addosso perché, diciamolo, oltre che comoda e performante, la Nano Puff® Jacket è anche bella nella versione “giallo Yosemite”.
Insomma, grazie anche alla sua comprimibilità (può essere riposta nella tasta pettorale interna dotata di asola per un moschettone) è una giacca da tenere sempre nello zaino, sempre che non preferiate tenerla sempre addosso…

 

Sito di Patagonia

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